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Piazza Libertà con la Loggia del Lionello

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Piazza Libertà con la Loggia del Lionello

Una lunga storia contraddistingue la più antica piazza della città di Udine: Piazza del Vino, Piazza del Comune, Piazza della Contarena e Piazza Vittorio Emanuele II probabilmente potranno lasciare sconcerto, se non si chiarisce subito che tutti questi nominativi riconducono al medesimo luogo ben noto come Piazza Libertà.
Protetta dal colle del Castello, la Piazza vanta con nobile fierezza la definizione di “più bella piazza in stile veneziano sulla terraferma”; a testimonianza di ciò, viene in aiuto l’excursus storico di quest’area:
la denominazione venne cambiata svariate volte rispettivamente per il commercio del vino, la presenza della casa del consiglio comunale, l’arrivo dei veneziani nel 1500 e infine l’intitolazione a Vittorio Emanuele II con l’unificazione del Friuli con l’Italia nel 1866; è solo dopo la Seconda Guerra Mondiale che essa assume il nome che tutti noi conosciamo oggi.

La parte rialzata del terapiano ospita diversi monumenti: la rinascimentale fontana del Carrara, le tre colonne cinquecentesche con leone marciano della Serenissima, la colonna con la statua della giustizia, le statue seicentesche di Ercole e Caco (chiamate dagli udinesi Florean e Venturin), il monumento della Pace commissionato durante la dominazione francese per commemorare a Campoformido la stipula dell'omonimo Trattato e infine il palladiano Arco Bollani, che permette l’accesso alla salita del castello.

Tra gli edifici invece, bisogna dare particolare rilievo alla Loggia e Tempietto di San Giovanni, di vago sapore brunelleschiano, la Torre dell'orologio, alla cui sommità troviamo i due mori che battono le ore, ma soprattutto alla Loggia del Lionello: questa è una loggia pubblica in stile gotico veneziano, i cui lavori iniziarono nel 1448 ad opera di Bartolomeo delle Cisterne su disegno dell'orafo Nicolò Lionello e terminarono nel1457. Nei secoli a seguire subì varie modifiche e, a seguito del rovinoso incendio che la distrusse nel 1876, fu restaurata da Andrea Scala che tenne fede ai disegni originali.