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Il rito del Tajut - Aperitivo a Udine

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Fra tutti gli "incontri" affascinanti, piacevoli ed esaltanti che avrai l'occasione di fare nel corso del soggiorno in città, quello con la cucina locale sarà certo fra i più ricchi di sorprese: sorprese saranno alcuni abbinamenti, azzardati ma indovinatissimi; sorpresa sarà ritrovare specialità che si credevano legate indissolubilmente ad altre, lontane tradizioni essere qui familiarmente care ed apprezzate come solo i sapori dell'infanzia sanno essere.

La ragione di tutto questo sta nell'essere il Friuli terra d'incontro e scambio di tre diverse tradizioni culturali, ormai amalgamate ed indispensabili l'una all'altra come le sfumature che convivono ed individuano una unica personalità.Tappa imperdibile per gli amanti del buon mangiare e del buon bere.

Udine con le sue numerose Osterie, locande e locali vi permette di spaziare a 360° sui prodotti del territorio e dell'intera regione.

Vini, carni, salumi, formaggi, birre artigianali, un tripudio di gusti che non potrete dimenticare!

Dalle singole iniziative dei diversi locali agli eventi di più ampia portata non mancano occasioni per rifarsi vista, olfatto e gusto!

In un giro turistico alla scoperta delle bellezze della udinesi, tra chiese, palazzi e musei merita soffermarsi in una vecchia osteria. Può esser una importante occasione per poter riassaporare riti antichi e assaggi preziosi. Un tuffo in un mondo in cui il tempo scorreva più lento. Le vecchie osterie sono infatti un piccolo tesoro udinese e l'aperitivo è un rito sacro, sopratutto nel fine settimana.

A farla da padrone, accanto all’immancabile “tajut” (il bicchiere di vino) negli ultimi anni si è affermato lo spritz in tutte le sue varianti.

Dalla semplice acqua e vino (che si chiama sempre spritz), si possono raggiungere vette di complessità sempre crescente, aggiungendo vermut e alcolici dalle colorazioni vivaci e dai gusti decisi.

Una curiosità: furono gli austriaci, nel corso fra Settento e Ottocento, a introdurre lo spritz. Per abituarsi ai vini friulani e veneti, che per loro presentavano gradazioni troppo elevate rispetto alla birra, facevano diluire il vino con l’acqua dagli osti dell’epoca.

Da lì è stato tutto un susseguirsi di elaborazioni e invenzioni.